Nasce il sogno della Nazione Tabarchina

La “nazione” tabarchina patrimonio immateriale dell’umanità. E’ questo l’ambito obiettivo a cui puntano le comunità e le regioni interessate a conseguire il prestigioso riconoscimento Unesco, ovvero le municipalità di Tabarca, Carloforte, Calasetta, Pegli-Genova e Nueva Tabarca-Alicante (supportate dalle rispettive istituzioni regionali), legate da un filo comune di genovesità sparsa nel Mediterraneo, in quasi mezzo millennio di storia.

Nasce il sogno della Nazione Tabarchina

Il Forte visto dalla strada di accesso

3 commenti
  1. Accademia Urbense di Ovada
    Accademia Urbense di Ovada dice:

    L’Accademia Urbense di Ovada è vicina alle Comunità Tabarchine di Carloforte, Calasetta e Nueva Tabarca ed auspica che l’ambìto riconoscimento dell’UNESCO possa trovare benevolo accoglimento.
    Questa Accademia, tra i cui membri del Consiglio Direttivo annovera il Marchese Dott. Enrico Ottonello Lomellini di Tabarca, è stata promotrice nel 2016 della collocazione di una lapide commemorativa ad Ovada alla memoria di un esponente della famiglia Lomellini, il Magnifico Raffaele, Governatore della Città nel 1689 per conto della Repubblica di Genova. Alla manifestazione inaugurale abbiamo avuto l’onore e il piacere di ospitare una rappresentanza della comunità di Carloforte, con la locale Pro Loco e quella di Pegli, nonché numerose autorità intervenute tra le quali il Presidente del Municipio di Genova Ponente Dott. Mauro Avvenente.
    L’Accademia ha inoltre pubblicato nel 2011 un importante volume sulla storia delle famiglie Ottonello e Lomellini con un capitolo dedicato alla storia di Tabarca, con la relativa pubblicazione di inediti documenti.
    Rimaniamo a disposizione per eventuali future collaborazioni culturali con i vari Enti o Associazioni che desiderano approfondire l’argomento.

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  2. Simone Repetto
    Simone Repetto dice:

    Come rappresentato nell’articolo, questo progetto ambizioso, per essere realizzato, ha bisogno del massimo impegno, perseveranza e passione che possono metterci i vari interlocutori coinvolti, tra cui singoli ed associazioni, enti ed istituzioni, che riguardano ben tre nazioni e due continenti mediterranei. Ogni contributo risulterà essere fondamentale, se opportunamente inserito in un contesto di rete, in grado di generare un “team work” che dovrà portare l’istanza (adeguatamente formulata), per il riconoscimento della “Nazione Tabarchina” come patrimonio immateriale dell’umanità, prima ad ogni singolo ministero nazionale (passando per gli enti pubblici intermedi) e da questi all’Unesco, per la valutazione finale. Il percorso appare lungo e complesso, ma la concreta prospettiva di ottenere l’ambito riconoscimento, saprà certamente produrre stimoli adeguati in ogni appassionato di storia e cultura tabarchina!

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